Le malattie emorragiche e trombotiche, siano esse congenite o acquisite, rappresentano un
aspetto clinico rilevante nella pratica medica, anche del medico non specialista. Le alterazioni
dell’emostasi in corso di neoplasie o sepsi possono gravare sulla morbidità e mortalità dei pazienti
affetti ed è importante riconoscerne i segni precoci per istituire precocemente il trattamento più
idoneo . Le patologie piastriniche acquisite, come la piastrinopenia immune, hanno a disposizione
una ampia gamma di approcci terapeutici, il cui ruolo va considerato nell’ambito dello stadio della
malattia, con differenze significative alla prima presentazione rispetto alle recidive o fallimenti di
prima linea. La trombosi venosa profonda e la sua più temibile complicanza, l’embolia polmonare,
colpisce ogni anno l’1 % della popolazione, con un andamento crescente al crescere dell’età.
Nuove linee guida disegnano un approccio razionale dell’uso dei nuovi farmaci antitrombotici. La
donna può esserne particolarmente gravata in relazione all’assunzione di terapie
estroprogestiniche, sempre più diffuse, o a condizioni parafisiologiche, come la gravidanza ed il
post-partum. I test di laboratorio rimangono fondamentali negli snodi terapeutici durante il
follow-up, in particolare per il monitoraggio della concentrazione dei farmaci in situazioni
specifiche. Il mondo dell’emofilia continua a vivere un momento straordinariamente ricco di
offerte terapeutiche avanzate ed è importante capire sempre di più i meccanismi fisiopatologici
che possono influenzare il fenotipo clinico. Pertanto, sempre più la terapia va individualizzata
secondo le aspettative del clinico e del paziente, in un processo decisionale condiviso.
Uguale
percorso va disegnato per il paziente con emofilia acquisita il cui rischio emorragico a volte
imprevedibile può essere attenuato anche con nuovi approcci di profilassi anti-emorragica. Inoltre,
nuove acquisizioni di biologia molecolare iniziano a definire le possibili associazioni fra
piastrinopatie congenite e sintomi emorragici particolari, come i sanguinamenti gastroenterici.
Non ultima, la malattia di von Willebrand, spesso negletta in passato in ordine ai progressi
terapeutici avvenuti nell’emofilia, è ora oggetto di studi clinici con nuovi approcci terapeutici,
soprattutto per potenziare e rendere meno gravoso l’approccio profilattico.
Il Convegno vuole pertanto affrontare tali problematiche con lo scopo di promuovere non solo una
più diffusa ed accurata conoscenza di queste patologie, spesso rare, ma anche di proporre una
riflessione più generale alla luce dei continui progressi diagnostici-terapeutici.
Giancarlo Castaman
AOU Careggi, Firenze
GRAND HOTEL BAGLIONI
Piazza dell’Unità Italiana 6, 50123 Firenze
Il Congresso è stato inserito nel Piano Formativo 2026 per l'Educazione Continua in Medicina (E.C.M.) e ha ottenuto n. crediti per le categorie Medici Chirurghi.
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